Negli ultimi decenni il termine “borderline”  è entrato dal linguaggio clinico nel parlare comune, spesso con significati sfumati e talora confusi.

I diversi significati che sono stati dati nel tempo al termine borderline, sottolineano la necessità di legarlo a una modalità ben definita di funzionamento della mente, cui tutti abbiamo accesso (seppure in misura diversa) e che deve essere considerata sempre reversibile (mai, dunque, strutturale).

La metafora dell’oceano è utile per interpretare le coppie in cui emerge un’organizzazione borderline, ovvero un maremoto. Prende vita un oceano di esperienze  a rischio, cui tutti possono occasionalmente accedere.

Nel contesto di coppia, tali accessi si manifestano come oscillazioni intense e ripetute di paura dell’abbandono, idealizzazione e svalutazione dell’altro .

Laddove uno dei partner entri in uno stato di iper-attivazione legato alla paura dell’abbandono e si avvicina con richieste emozionali intense, l’altro può rispondere con ritiro protettivo e viceversa. In questo modo, si instaura il ciclo di avvicinamento-allontanamento che alimenta e mantiene la sofferenza di entrambi.

Questa introduzione prepara alla valutazione clinica e ad un modello psicoterapico integrato. Partendo dall’idea di una condizione largamente accessibile e reversibile, l’articolo propone un percorso che combina interventi individuali e di coppia. L’attenzione prioritaria è alla sicurezza, alla psico-educazione e allo sviluppo di capacità di regolazione emotiva.

Comprendere il Disturbo Borderline di Personalità

Il DSM‑5 definisce il Disturbo Borderline di Personalità (BPD) con un pattern pervasivo di instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé e nell’affettività, con impulsività marcata, presente in diversi contesti e con inizio nell’adolescenza o nell’età adulta. I criteri principali utili a comprenderlo includono:

– Sforzi disperati per evitare l’abbandono reale o immaginato (frantic efforts to avoid real or imagined abandonment).

– Relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate da alternanza tra idealizzazione e svalutazione (splitting).

– Instabilità dell’identità e dell’auto-percezione (identity disturbance).

– Impulsività in aree potenzialmente dannose (es. spese, sesso, abuso di sostanze).

– Ricorrenti comportamenti, gesti o minacce suicidarie, o comportamento di autolesionismo.

– Instabilità affettiva dovuta a marcata reattività dell’umore (es. intensi episodi di disforia, irritabilità o ansia).

– Vuoto cronico.

– Rabbia intensa e inappropriata o difficoltà nel controllare la rabbia.

– Ideazione paranoide transitoria o sintomi dissociativi in situazioni di stress.

Manifestazione del Disturbo Borderline nella coppia: avvicinamento/allontanamento

La “coppia borderline” attua le sue dinamiche interpersonali attraverso schemi disadattivi, con sintomatologie riferibili ai criteri del disturbo borderline di personalità.

Tali manifestazioni possono essere così descritte:

Paura dell’abbandono: un partner può reagire con richieste intense, gelosia, controllo, o tentativi di avvicinamento costanti quando percepisce rischio di perdita. L’altro, sovraccaricato o spaventato dall’intensità, si allontana. Il ritiro a sua volta attiva la paura di abbandono e amplifica il comportamento di inseguimento.

Oscillazione affettiva: alternanza rapida tra idealizzazione (“sei tutto per me”) e svalutazione (“sei cattivo, mi tradisci”) rende la relazione instabile e imprevedibile.

Instabilità identitaria: il senso di sé legato profondamente alla relazione rende il distacco (o la percezione di rifiuto) particolarmente destabilizzante, alimentando il circolo.

Reattività emotiva e comportamenti impulsivi: esplosioni colleriche, minacce, gesti impulsivi o autolesionistici possono comparire in reazione ai momenti di crisi relazionale, intensificando la rottura e il ritiro dell’altro.

Dissociazione/paranoia transitoria: in fasi di stress relazionale, la comunicazione diventa frammentata e poco affidabile, peggiorando la comprensione reciproca.

 

Modello psicoterapico integrato per coppie con organizzazione borderline

La complessità di queste coppie richiede un approccio integrato che combini interventi individuali (per i tratti borderline) e interventi di coppia focalizzati sull’attaccamento e sulla regolazione emotiva.

Di seguito alcuni elementi chiave del percorso:

1) Fase di valutazione e stabilizzazione

– Stabilire sicurezza: gestione del rischio suicidario/autolesionismo; piani di crisi; limiti e confini chiari nel setting terapeutico.

– Psicoeducazione: informare la coppia (e se possibile i familiari) su BPD, meccanismi di attaccamento, e il circuito “avvicinamento‑allontanamento”.

– Concordare obiettivi realistici e regole delle sedute (es. nessuna escalation verbale o minacce).

 

2) Interventi individuali 

Lavorare per  ridurre comportamenti distruttivi, migliorare la regolazione emotiva, la tolleranza alla frustrazione e le abilità sociali.

 

3) Interventi di coppia

– Gli interventi in coppia e per la coppia sono molto utili per riparare stili di attaccamento, creando esperienze correttive di vicinanza e sicurezza.

Si affrontano direttamente il ritiro/inseguimento attraverso esperimenti emotivi in seduta:
– validazione reciproca, comunicazione assertiva, gestione crisi.
– lavorare su accettazione, cambiamento e problemi di comunicazione, con adattamenti per l’instabilità emotiva.
– esercizi che allenano a “mettere in pausa” reazioni automatiche, esplorare intenzioni e sentimenti dietro comportamenti.

 

4) Tecniche pratiche e interventi specifici
– Validazione e regolazione emotiva: insegnare ai partner a validare l’esperienza emotiva reciproca prima di proporre soluzioni.
– Time‑out strutturati: pause concordate quando la discussione divengono dirompenti
– Contratti di sicurezza e procedure per crisi (numeri di emergenza, contatti di riferimento).
– Esercizi di mentalizzazione: “che cosa sto pensando/sentendo ora?” “Cosa potrebbe pensare l’altro?” con riformulazioni guidate dal terapeuta.
– Role‑playing e sedute “dal vivo” per ricostruire le interazioni di attaccamento in modo corretivo.
– Lavoro su identità e autonomia: compiti che promuovono interessi individuali, limiti sani e sviluppo dell’autostima al di fuori della coppia.
– Pianificazione delle riparazioni: stabilire rituali di riconciliazione (scuse, spiegazioni, gesti concreti).

In conclusione: il disturbo borderline di personalità può essere considerato come un disturbo transitorio e reversibile che, se sperimentato all’interno della coppia, può generare un campo relazionale sintomatologico.

Come per l’individuo, anche e soprattutto per la coppia è possibile lavorare sulle dinamiche interpersonali affinchè la spazio relazionale possa tornare ad essere un luogo sano e sicuro.

Dott.ssa Manuela D’Ippolito

 

Riferimenti bibliografici

Cancrini, L. – Oceano Borderline , Raffaele Cortina Editore, Milano 2006.

Yalom I.D , Guarire d’amore, Raffaele Cortina Editore, Milano 2015.

 

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